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Il Turismo Culturale

NIENTE DEFINISCE E RENDE UNICO UN TERRITORIO COME LA SUA CULTURA

Conoscere la sua arte e la sua architettura, vivere le sue tradizioni, scoprire i suoi costumi, assaporare la sua cucina e gustare i suoi vini. Leggere le pagine dei libri creati dai suoi scrittori, percorrendo i luoghi che li hanno ispirati.

Ascoltare la sua musica e ammirare la creatività e la saggezza dei suoi artigiani.

Interagire con la gente del posto e condividere con loro lo stile di vita locale, per capire in prima persona un modo diverso di vedere e di fare le cose.

Lasciarsi trasportare nel tempo passeggiando nei luoghi che hanno presenziato, e che oggi testimoniano, momenti fondamentali della sua storia.  Senza dubbio, fili conduttori molto interessanti per scoprire un paese, perché niente definisce e rende unico un territorio come la sua cultura. Pensa ad esempio al “Silbo Gomero”, l’unica lingua fischiata al mondo, completamente sviluppata e oggi praticata da oltre 20.000 persone nell’isola di La Gomera.

E’ una delle manifestazioni viventi più singolari della cultura tradizionale dell’ arcipelago delle Canarie, un’eredità ancestrale di origine preispanica, creata dai primi abitanti delle isole, i “guanches”, per la loro necessità di comunicare senza doversi spostare in un territorio per loro molto difficile da percorrere, costituito per lo più da strapiombi, precipizi e valli. Non è un codice, ma ben si possiede caratteristiche linguistiche ben definite.  E’ formato da 2 vocali e 4 consonanti che servono, attraverso un complesso processo di riduzione, ad esprimere tutto ciò che si può dire.

Dal s.XVI, dopo la conquista delle isole Canarie da parte del Regno di Castiglia, ricalca la lingua spagnola, ma fino a quel momento invece, riproduceva la lingua dei guanches, il berbero canario, che oltre a La Gomera, era parlato anche nelle isole di El Hierro, Tenerife e Gran Canaria.  Oggi, come secoli fa, serve a trasmettere notizie, a convocare feste, celebrazioni religiose, ecc. ed è facile sentirlo camminando tra le montagne, rappresentando, senza ombra di dubbio, il segno distintivo di questo popolo. Infatti, il governo delle Isole Canarie ha creato una legislazione al riguardo e lo ha introdotto nel sistema educativo dell’isola per garantire la sua conoscenza tra le giovani generazioni e assicurarne l’esistenza futura, affinché continui ad essere parte integrante della vita della comunità.

Scienziati e studiosi come Jacques Cousteau ne hanno analizzato le caratteristiche, riconoscendone l’assoluto valore culturale, ma non sono stati solo loro a capirne l’importanza. Oggi, il Silbo Gomero è riconsciuto dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.

Io lo trovo affascinante, non so te!

la comprensione del patrimonio culturale ed artistico di una destinazione

E questi interessanti fili conduttori di cui ti stavo parlando, e che appunto possiamo seguire per scoprire un paese, sono alcune delle ragioni che portano le persone a voler organizzare viaggi nell’ambito del turismo culturale. Il turismo culturale persegue fondamentalmente un obiettivo: 

La scoperta e la comprensione, nel senso più ampio del termine, del patrimonio culturale ed artistico di una destinazione.

E io aggiungo, che, almeno per me, la scoperta diventa ancora più interessante se si fa attraverso attività autentiche ed immersive, portati dalla mano di persone locali che ti indicano le loro unicità.

Sei d’accordo con me?

Viaggiare in modo immersivo:vivere esperienze autentiche

I turisti culturali, infatti, piuttosto che osservando monumenti e ascoltando spiegazioni, preferiscono molto spesso imparare e scoprire gli aspetti della cultura attraverso esperienze che li portano ad interagire direttamente con quanto stanno visitando e a comunicare apertamente con le persone del posto. A questo proposito, t’invito a considerare la differenza che potrebbe fare nella tua esperienza di viaggio il poter trarre vantaggio dalla professionalità e la conoscenza delle guide-interpreti locali. 

Ti consiglio di scegliere sempre persone altamente specializzate nelle diverse tipologie di risorse territoriali a cui sei interessato, che spieghino ma soprattutto che ti lascino spazio per interagire e partecipare. Se hai bisogno di una mano per individuare le figure più adatte alle tue esigenze, sappi che My Spain for You è a tua completa disposizione per aiutarti anche in questo senso. 

Prova ad immaginarti a Granada, all’ingresso dell’Alhambra. 

Stai lì che aspetti il tuo turno, e non vedi l’ora di entrare in questo magnifico monumento, che sai essere affascinante e che da anni sogni di conoscere. Come sarebbe visitarla ascoltando le interessanti spiegazioni di una guida professionale, che illustra la sua storia e la sua architettura man mano che la percorri? Bello, ed interessante senz’altro. 

Pensa invece se con le sue spiegazioni, oltre che ad informarti, ti trasportasse nel mondo e nei pensieri degli artisti maiolicai che hanno contribuito a renderla cosi meravigliosa, accompagnandoti in una scoperta multisensoriale attraverso i coloratissimi “azulejos” da loro creati,  perché tu possa comprendere il loro simbolismo, ammirare la loro geometria ed il gioco che compiono le loro linee, presentandoti inoltre in ogni ambiente i profumi che una volta li avvolgevano.  

Avresti mai pensato di poterti portare a casa il ricordo di quanto vissuto, non in fotografie ma in un cofanetto che raccoglie le fragranze che hai sentito mentre ti trovavi in quel luogo magico? 

Sappi che è possibile, si.

Due tipi di turisti culturali

Ci sono viaggiatori per i quali la cultura è il focus principale della loro vacanza.  Le persone di mezza età, tra i 50 e i 70 anni, ad esempio, rientrano spesso in questa tipologia. Scelgono le destinazioni che hanno desiderato vedere da una vita, e sono molto sensibili alla qualità e al confort, dando priorità agli ambienti tranquilli.   Sono molto motivati dagli aspetti culturali dei luoghi che vanno a conoscere, e amano essere preparati prima di partire. Studiano a fondo la destinazione e vogliono viverla e imparare il più possibile. 

Sono molto esigenti e hanno bisogno di un programma dettagliato di escursioni e informazioni di base, che vanno oltre i punti salienti  e “standardizzati” del turismo di massa. Ci sono invece quelli che viaggiano per un’altra ragione principale, ma che desiderano comunque aggiungere alla propria vacanza attività culturali che si adattano ai loro piani.

E’ spesso il caso dei più giovani, che scelgono il divertimento, il mare, l’avventura, ecc ma che cercano di vivere anche esperienze a contatto con la popolazione locale e che li portino in relazione alla loro cultura. Anche le famiglie con bambini o ragazzi, spesso combinano una vacanza rilassante con attività culturali, perché vogliono dare ai propri figli l’opportunità di conoscere altre realtà e altre culture.  

Esperienze di turismo culturale

Ogni stagione è ottima per scappare in Spagna e scoprire le meraviglie che nasconde, che sono davvero tantissime. Te ne potrei suggerire mille e una. Oggi voglio presentartene due, entrambe, secondo me, assolutamente meritevoli di un viaggio. La prima è un gioiello unico, uno stile artistico proprio e molto particolare della storia della Spagna, l’arte mudéjar.

Io personalmente lo adoro.

Trovo particolarmente affascinante il risultato estetico e armonico che conferisce la filigrana, l’uso del mattone e della ceramica, le lavorazioni sul legno e gli ornamenti geometrici ed i temi vegetali creati con l’intonaco. Questa arte si sviluppa nei regni cristiani della penisola iberica, dall’XI al XVI/XVII secolo. 

Posizionati nella linea del tempo, così da poterti immaginare meglio il contesto storico. Con l’avanzata della Riconquista verso il sud della Spagna, i territori passarono al dominio cristiano.  Ai musulmani rimasti a vivere nel territorio conquistato dai cristiani gli fu permesso di continuare a professare la loro religione, l’Islam, di usare la loro lingua e di mantenere i loro costumi. 

A queste persone, venne dato l’appellativo di mudéjares.

Si organizzavano in comunità chiamate aljamas o morerías, con diversi gradi di autogoverno, a seconda delle condizioni di resa o subordinazione.  Erano grandi muratori ed eccellenti falegnami e apportarono la loro conoscenza all’interno della comunità. L’armoniosa convivenza delle tre culture, cristiana, musulmana ed ebraica, portò alla nascita di questa meravigliosa forma d’arte. 

Il sistema del lavoro artistico – materiali, tecniche, elementi formali – della tradizione islamica, arrivò ad avere una notevole influenza sia sull’architettura che sulle arti suntuarie cristiane. 

Il romanico, il gotico e il rinascimento furono “coperti”, in molti luoghi, da questa nuova tendenza, che illustra un momento unico nella storia spagnola. Esistono diverse varianti ed espressioni del mudéjarismo, sparse nei vari luoghi della geografia che visse sotto la sua influenza.  Siviglia, Teruel, Toledo o Segovia, ma non solo, hanno esempi meravigliosi di arte mudéjar: 

Per citarne alcuni: il Palazzo di Pedro I (Siviglia), la Sinagoga di Santa María la Blanca (Toledo), la Parrocchia di San Lorenzo de Sahagún (León), la Chiesa della Lugareja (Arévalo , Avila), o il Castello di Coca (Segovia).  L’utilizzo di materiali come il mattone, il legno, la ceramica e il gesso è una delle caratteristiche di questa tendenza artistica.  Nella particolarità di questo stile, il mudéjar aragonese presenta a sua volta caratteristiche straordinarie, tanto da essere stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per la sua importanza ed il suo significato storico e artistico nel panorama internazionale.  Alcuni esempi sono il Palazzo dell’Aljafería, La Seo del Salvador e la Chiesa di San Pablo de Zaragoza, la Chiesa fortificata di Santa Tecla de Cervera de la Cañada, la Chiesa di Santa María de Tobed , l’abside, il chiostro e la torre della Collegiata di Santa María de Calatayud, la Torre, il tetto e il Cimborrio della Cattedrale di Santa María de Mediavilla, le torri delle chiese di San Pedro, San Salvador e San Martin de Teruel. 

La seconda meraviglia di cui ti voglio parlare è un tesoro culturale della città di Elche e uno dei gioielli più preziosi del patrimonio valenciano, il Mistero di Elche.  È un dramma musicale sacro sulla morte, l’assunzione e l’incoronazione della Vergine, uno spettacolo teatrale completamente cantato che è stato eseguito ininterrottamente dalla metà del XV secolo nella Basilica di Santa María de Elche e nelle strade di questo comune.  E’ composto da due atti, che vengono eseguiti il 14 e il 15 agosto di ogni anno.  Il testo è in valenciano, con alcune parti in latino. La scena si articola su due piani: la scena orizzontale, “terrestre”; e la scena verticale, “celeste”, caratteristiche del teatro medievale. 

Una vecchia macchina aerea produce gli effetti speciali. Più di 300 volontari partecipano ogni anno allo spettacolo come attori, cantanti, direttori di scena, macchinisti, sarte e supervisori, e i preparativi durano tutto l’anno. La rappresentazione costituisce quindi una delle feste popolari della più alta prosapia artistica che attualmente esistono nel mondo. Di valore artistico eccezionale in quanto è considerato un precursore dell’opera, apparsa tre secoli e mezzo dopo in Italia, è Monumento Nazionale dal 1931 e nel 2001 è stato riconosciuto come Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO.

Sperando di esserti stato di aiuto e d’ispirazione, finisco qui la mia presentazione del turismo culturale in Spagna. Per qualsiasi approfondimento o ulteriore informazione necessaria, non esitare a contattarmi.  T’invito anche seguire il blog e i canali sociali di My Spain for You, dove potrai trovare tante belle iniziative e unicità sulla Spagna.

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