Extremadura

Cosa vedere nell’ Extremadura

Vuoi visitare la Spagna? Vuoi sapere cosa potresti vedere e vivere nell’Extremadura? Qui di seguito trovi una breve presentazione di questa meravigliosa regione spagnola.

Dove si trova l’Extremadura?

L’Extremadura si trova incastonata tra il Portogallo e gli altopiani che formano la Meseta Spagnola Centrale.
E’ una terra ricca di storia e di risorse naturali, da sempre terra di confine.

Il suo nome deriva dall’espressione latina “Extrema Dorii”, letteralmente, “la terra che è alla fine del Duero”.

Questa terminologia compare nei regni cristiani del nord della penisola iberica durante il Medioevo, nell’ epoca della Riconquista, tra l’XI e il XIII secolo, un momento storico in cui ci fu una lotta costante tra musulmani (Almoravidi e Almohadi) e cristiani per il controllo effettivo della fascia di territorio situata tra i fiumi Duero e Tajo.

Descrivendone i limiti, troviamo il Portogallo ad ovest, l’Andalucia a sud, Castilla La Mancha ad est e Castilla y Leon a nord.

L’ambiente naturale dell’Extremadura

Il territorio dell’Extremadura è attraversato da ovest a est da tre sistemi montuosi:
• Il Sistema Central:
• I Montes de Toledo.
• Sierra Morena.
Il Sistema Centrale è situato a nord della comunità autonoma e separa le acque dei fiumi Duero e Tajo. In esso si raggiungono le vette più alte dell’Extremadura, che superano i 2.000 metri.
Nella parte centrale della regione, quasi a dividere le due province, si trova una serie di catene montuose che fanno parte dei Montes de Toledo.
Al confine meridionale della comunità autonoma c’è il sistema montuoso più basso, la Sierra Morena. Le sue montagne superano a malapena i 1.000 m di altitudine e separano le acque dei fiumi Guadiana e Guadalquivir.
Tra questi sistemi montuosi sono presenti terreni pianeggianti. Si distinguono due aree ben diverse:
• Le Penillanuras.
• Le valli fluviali.
Le Penillanuras sono molto particolari, e sono caratteristiche di questa regione, in quanto la maggior parte del territorio extremeño è costituito da esse.
Si tratta di terre più o meno pianeggianti prodotte da un lungo processo di erosione di antiche montagne. Il terreno è leggermente ondulato, ci sono piccoli affioramenti rocciosi e fiumi che lo attraversano.
Spiccano la Trujillano-Cacereña (nella provincia di Cáceres), e le zone di Tierra de Barros, La Serena, Campiña de Llerena e Llanos de Olivenza (nella provincia di Badajoz).
Due grandi fiumi attraversano l’Estremadura: il Tajo ed il Guadiana.
Il primo circola nella provincia di Cáceres, con direzione est-ovest e con un percorso più o meno rettilineo.
Il secondo scorre nella provincia di Badajoz e, nella città di Mérida, è attraversato dal ponte romano considerato il più lungo nell’antichità, con una lunghezza di 790 m su 60 archi.
Nei casi di riempimenti sedimentari dei fiumi si sono originate le Vegas, pianure con suoli molto fertili utilizzati per l’agricoltura irrigua.
Ad esempio, troviamo Las Vegas del Guadiana e le valli di Alagón e Tiétar, affluenti del Tajo.

Il clima dell’Extremadura

Questa regione ha un clima mediterraneo con qualche influenza oceanica: estati secche e calde per l’Anticiclone delle Azzorre, primavere e autunni molto variabili, e inverni a volte freddi e secchi, a volte piovosi a causa delle burrasche atlantiche.

Come arrivare in Extremadura

L’ aeroporto della regione si trova a 14 km di Badajoz, nel municipio di Talavera la Real, da dove si può volare regolarmente a Barcelona e Madrid, cosi come ad altre città in determinati momenti dell’anno.

Anche se questo aeroporto non realizza voli internazionali, raggiungere l’Extremadura è più facile da quanto possa sembrare, ti basterà volare su l’aeroporto di Madrid-Barajas, quello di Lisbona oppure atterrare a Siviglia, a seconda della zona che tu voglia visitare, per poi spostarti tranquillamente in macchina.

Caceres è servita da diversi treni giornalieri che partono da Madrid, da Lisbona e da Badajoz. Anche se sono treni abbastanza lenti rispetto al trasporto per strada, se il tempo non è per te un problema, vale la pena di fare il viaggio, soprattutto di sera; avrai la possibilità di ammirare i meravigliosi paesaggi di questa terra dipinti dai colori dei suoi tramonti spettacolari.

Una linea ferroviaria ad alta velocità, attualmente in costruzione, collegherà Madrid a Lisbona via Caceres, Mérida e Badajoz.
Per strada ci sono molte opzioni. Extremadura possiede infatti una efficace ed estensa rete stradale.

Preventivo di viaggio in Extremadura

I prezzi medi dei prodotti e dei servizi in questa regione possono risultare sicuramente un po’ più bassi rispetto ad altre comunità autonome spagnole. Un caffè, una bibita, una birra o un vino può costare circa 0,90- 3,00€ Fare colazione, comprensiva di caffè, pasticcini, succo di frutta o una tostada (una sorta di bruschetta molto tipica), può costare tra 1,5 e 3,00 €.

Badajoz è conosciuta come la “Capitale della Prima Colazione”, un vero “monumento” culinario ed un rito differenziatore della gastronomia locale. Prosciutto D.O.P. Dehesa de Extremadura, eccellente olio, buon pane, buon caffè, marmellate, torte, migas e un’ampia varietà di tostadas che senza dubbio ti sorprenderanno e fanno della colazione a Badajoz una di quelle esperienze da non perdere. La colazione salata in Spagna è molto apprezzata.

È molto comune mangiare a pranzo con “il menu del giorno” che molti ristoranti propongono per chi lavora e per chi è “di passaggio”. In un ristorante di classe medio-bassa può costare circa 10 euro. Se si tratta di menù alla carta, da 18 euro. Nel caso dei ristoranti di medio livello può costare intorno ai 25-35 euro a persona e, nei ristoranti a tre forchette, può arrivare anche a i 55-70 euro a persona.

Il prezzo di una camera doppia a seconda della categoria della struttura alberghiera può variare tra: 5 stelle 200-300 euro, 4 stelle 125-225 euro, 3 stelle 80-130 euro.
Nei bar, caffè, ristoranti, hotel e taxi è regola comune lasciare mance, non comprese nel prezzo, o arrotondare il conto, purché il servizio sia stato soddisfacente.

La gastronomia extremeña

La varietà della cucina dell’Extremadura è arricchita dalla presenza della dehesa, dalla tradizione pastorale e dalla naturale convivenza tra gli extremeños e i portoghesi su entrambi i lati del confine, nella zona chiamata La Raya (il rigo), e che ha dato origine ad una particolare cucina spagnolo-portoghese ben nota con il nome di cocina rayana.
La dehesa è un ecosistema naturale molto speciale e molto tipico di questa regione.

Si tratta di vaste aree popolate da lecci e querce da sughero le cui ghiande sono il cibo che rende unico il maiale iberico di razza Pata Negra, che vive e mangia liberamente lì, la cui qualità e identità propria è riconosciuta dalla D.O. Prosciutto Iberico Dehesa de Extremadura. Costituisce uno spazio in cui uomo e natura hanno sempre convissuto in perfetta armonia e dove oltre i maiali vivono vitelli, agnelli, lepri, quaglie e dove si estrae un sughero di altissima qualità in modo tradizionale.

Ti lascio immaginare le prelibatezze che si preparano con questa ottima materia prima.
Gustando il prosciutto sentirai con piacere il cosiddetto quinto gusto, né amaro, né salato, né dolce né acido: l’umami, che letteralmente significa “gusto delizioso” e che risale al 1908, quando un professore e ricercatore di chimica giapponese, Kikunae Ikeda, lo scopri si dice, mangiando prosciutto. Personalmente io adoro questa pietanza e, anche se vivo in Italia, cerco sempre di tenerlo nella mia dispensa.

Mi piace molto anche assaporare la squisita lonza iberica, il lomo, che in questa regione viene prodotta in maniera eccellente. Tagliata a fettine sottili, come faceva mio padre, è una di quelle delizie che non dimenticherai mai. La ricca terra di Las Vegas del Guadiana, da cui si ottiene una magnifica varietà di frutta e verdura, produce anche vini di squisita qualità, riconosciuti a livello internazionale ed etichettati con la D.O. Ribera del Guadiana.

Extremadura ha anche squisiti oli, ottenuti da diverse varietà di olive, come el D.O.P. aceite de Monterrubio o l’olio di Los Santos de Maimona, la cittadina dove sono nati i miei genitori. Sono cresciuta “irrigandoci” con esso le “tostadas” della mia prima colazione per tanti anni, prima di andare al scuola, e ti posso assicurare che è davvero speciale.
Si producono anche funghi e formaggi eccezionali, come quelli tradizionali della DOP “Queso de la Serena”, la Torta del Casar (un formaggio di pecora che si mangia svuotando la forma con il cucchiaio) o il D.O.P. Queso de los Ibores, prodotto con latte fermentato, molto delicato, e ricoperto con una altra primizia di questa terra, il Pimenton (paprika) de la Vera.

Voglio dedicare qualche parola anche al baccalà, perché in Extremadura, pur essendo una regione senza costa né accesso al mare, si mangia molto e si presenta in mille modi.
Ciò è dovuto all’influenza portoghese e, soprattutto, alla tradizione della transumanza, poiché in passato i pastori ne consumavano molto per la sua facilità di conservazione.
Un’intera gamma gastronomica che delizierà senz’altro tutti i tuoi sensi. Ci sarebbe ancora tanto da raccontarti, ma lascio a te la scoperta, in loco.
Per finire questa parte dedicata all’enogastronomia extremeña ti voglio raccontare una curiosità che riguarda l’ origine di un piatto molto tipico della cucina spagnola: la tortilla de patatas.

Il libro “La patata en España, Historia y Agroecología del Tubérculo Andino”, scritto dallo scientifico del Consejo Superior de Investigaciones Científicas Javier López Linaje, colloca la sua origine nella località extremeña de Villanueva de la Serena nel XVIII secolo.
L’ opera fa riferimento a documenti che parlano della presenza di questo piatto in questo luogo già nel 1798, e che attribuiscono la sua invenzione a Joseph de Tena Godoy ed al marchese di Robledo.

Sembra dunque che ci siano buone probabilità che questa sia la sua origine, e secondo me, come sempre, vanno colte tutte le occasioni per organizzare un viaggio. Ecco dunque un’altra “scusa” che potrai usare per fare le valigie e venire in questa regione a gustartela in qualche bel ristorantino locale.

My Extremadura for You

Extremadura conta con tre meravigliosi luoghi dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco: il centro storico di Cáceres, il Monastero Reale di Santa Maria di Guadalupe (nella provincia di Caceres), e la città romana di Mérida (nella provincia di Badajoz), che Augusto fondo con il nome di Augusta Emerita nel 25 a. c. per il riposo e gli ozi dei veterani delle legioni e che possiede uno dei teatri miglior conservati di tutto l’impero romano.

I gioielli culturali e storici di questa regione infatti sono innumerevoli ed unici, riconosciuti a livello mondiale, ma oltre questi luoghi ci sono meraviglie spesso nascoste che meritano di essere vissute. Ti presento qui di seguito dieci luoghi molto belli che potresti visitare in un tuo viaggio alla scoperta dell’Extremadura:
Non esitare a contattami se avrai bisogno di ulteriori suggerimenti per un tuo viaggio in queste terre, sarà un piacere aiutarti.

Nel paesino di Acebo (Caceres) è facile sentire ancora echeggiare il ticchettio dei bolillos, l’antica tecnica del tombolo la cui fama arrivava fino alle grandi città. Sedute in strada, le custodi di questo arte compongono opere uniche create solo con la straordinaria abilità delle dita.

A Trevejo, nella Sierra di Gata (Caceres), tra le pietre delle case, ancora si rispirano gli odori di una volta. Nei suoi vicoli, la scansione del tempo è data dalle chiacchere dei suoi abitanti accompagnate dal vino di Pitarra, la cui produzione risale all’epoca pre-romana e si beve da una tipica brocca di coccio usata da queste parti, imponendo una certa maestria.
Le Mura di Galisteo, vicino a Coria, nel nord-ovest dell’Extremadura, sulla Via dell’Argento, antica strada romana, nonché percorso per il pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, sono un’opera difensiva di origine almohade, molto particolare poiché costruita con pietre di fiume.

ll ponte “internazionale” più piccolo al mondo si trova a La Codosera, sul fiume Abrilongo e collega la Spagna con il Portogallo. Misura 3,20 m di lunghezza e 1,45 m di larghezza.
La cisterna araba della città di Cáceres si trova nel Palacio de las Veletas (Museo di Cáceres), ed è considerata la più importante della penisola, per le sue dimensioni e la sua architettura.

Da Jerez de los Caballeros, nel sud ovest dell’Extremadura, sono passati i Fenici, i Romani, gli Arabi e i Cristiani, ma furono i Cavalieri Templari a lasciare un segno profondo su questa cittadina. Fu conquistata agli arabi da Alfonso IX di León che, in riconoscimento per l’aiuto da loro fornito, donò la città all’Ordine del Tempio nel 1240.

La Chiesa del Monastero Reale di Guadalupe, costruito da Alfonso XI di Castilla nel 1340, fu testimone di momenti decisivi come l’udienza in cui i re Cattolici concedettero le caravelle a Cristoforo Colombo. Li troverai una grande recinzione che separa l’altare maggiore dal resto. È forgiato in tre corpi e il ferro utilizzato proviene dalle catene in ghisa dei prigionieri che si recavano in pellegrinaggio al Monastero per offrirli alla Vergine in segno di gratitudine per la loro liberazione. Tra loro ci sono quelli di Miguel de Cervantes, che si affidò alla Vergine di Guadalupe durante la sua prigionia ad Algeri. Dopo la sua liberazione compii un pellegrinaggio al Monastero e, in segno di gratitudine diede le catene alla Vergine.

In una casa a Pedroso de Acim (Cáceres), San Pedro de Alcántara, proclamato Patrono dell’Extremadura da Papa Giovanni XXIII, costruì il convento de La Purísima Concepción de El Palancar, il convento più piccolo del mondo, dove vive una piccola comunità di monaci francescani. All’interno del convento originale è conservato il luogo dove San Pedro de Alcántara visse gli ultimi anni della sua vita.
La Plaza de Toros di Almendralejo o Coso de la Piedad (Badajoz), oltre alla sua grande bellezza e fascino, è davvero unica e unica al mondo per ospitare, sotto di essa, una cantina di grande valore storico. Il suo proprietario, avendo bisogno di più spazio per conservare i suoi vini, decise di installare, sotto gli spalti della piazza, e sfruttando le buone condizioni di temperatura e umidità, una cantina. La cantina è coperta da una volta in mattoni con archi a sesto acuto che ripara un filare di barili con una capacità di 750.000 litri.

Il Parco Nazionale di Monfragüe è il paradiso per gli amanti della natura, dei cieli puliti, del trekking… E’ infatti considerata una delle aree europee di maggiore importanza per l’ornitologia e risulta pertanto tra le mete più ambite dagli appassionati di birdwatching, che li troveranno l’opportunità di osservare tantissime specie di uccelli diversi, tra cui la cicogna nera, l’avvoltoio monaco, l’aquila imperiale, il grifone, nonché numerosissime rarità come gufi reali e il pollo sultano, il tutto in un habitat naturale di straordinaria bellezza, una zona di importanza fondamentale per alcune specie come l’otarda, che concentra in queste terre il più alto numero di esemplari al mondo.

Per oggi concluderei il mio articolo qui. Spero che ti sia piaciuto e che le informazioni che ti ho dato ti possano essere utili.

Avevi già sentito parlare di questi luoghi? Li hai già visitato?
Come ti piace trascorrere le tue vacanze e cosa ti piace fare? Che tipo di viaggiatore sei?
Fammi sapere! Potrebbe essere uno dei nuovi argomenti del blog!
A presto,
Sonia

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