Comunità Valenciana

Cosa vedere nella Comunità Valenciana

Vuoi visitare la Spagna? Vuoi sapere cosa potresti vedere e vivere nella comunità Valenciana? Qui di seguito trovi una breve presentazione di questa meravigliosa regione spagnola.

Dove si trova la Comunità Valenciana?

La Comunità Valenciana si trova nella parte orientale della penisola iberica.
Il suo territorio, bagnato dalla costa mediterranea, occupa una striscia stretta e allungata di 325 km N-S, approssimativamente tra i fiumi Ebro e Segura, di fronte alle Isole Baleari e delimitata a ovest e a sud dal Sistema Iberico e dalle Sierras Subbéticas. Confina a nord con la Catalogna e l’Aragona, a ovest con Castiglia-La Mancia e l’Aragona, e a sud con la Regione di Murcia.

È formata da tre province: Alicante, Castellón e Valencia. La sua capitale è la città di Valencia, la terza città più popolosa della Spagna, con oltre 780.000 abitanti.
Secondo il suo statuto di autonomia, le due lingue ufficiali della regione sono il valenciano e il castigliano.

Ha circa 4 milioni di abitanti, concentrati soprattutto nelle aree metropolitane delle grandi città (Valencia, Alicante, Elche e Castellón). Nel 2020 Valencia è risultata essere la città più salutare al mondo, e di conseguenza, un luogo spettacolare in cui vivere, lavorare e viaggiare. La sua posizione, la dieta mediterranea, il clima piacevole (né troppo caldo né troppo secco, e che invita la gente a stare all’aria aperta, ad avere una vita sociale e a praticare sport), l’efficiente sistema di trasporto pubblico, la tutela della salute e il rispetto dell’ambiente, sono tra gli aspetti che favoriscono senz’altro lo stile di vita sano che si può godere a Valencia.

Infatti, secondo uno studio basato su fattori come l’aspettativa di vita dei cittadini, i livelli di inquinamento, i tassi di obesità della popolazione e la sicurezza, la Spagna è il paese con il miglior punteggio e Valencia è la migliore città.
Valencia sta lavorando per garantire un’ offerta musicale e culturale che incoraggi l’interazione sociale e uno stile di vita rilassato, per fare che la cultura abbia un ruolo importante, e sta ottenendo ottimi risultati.

Continua anche il suo impegno per consolidarsi come città verde e ciclabile, grazie ai 2 milioni di metri quadrati di giardini e quasi 160 chilometri di piste ciclabili, con il 75% delle strade della città con un limite di velocità di 30 km/h.

La sua posizione, la brezza marina e il suo gran numero di aree verdi aiutano a mantenere, inoltre, una buona qualità dell’aria, permettendole di rimanere incontaminata, rendendola una delle città dove si respira l’aria più pulita del mondo.

In questo senso, Valencia ha intrapreso un progetto urbanistico volto a trasformarsi in una “città di 15 minuti”. L’obiettivo è quello di garantire l’accesso ai servizi più importanti in un quarto d’ora, incoraggiando l’uso di mezzi di trasporto alternativi e la pedonalizzazione delle aree urbane, contribuendo a ridurre gli spostamenti inutili e il sovraffollamento, e promuovendo le attività locali.

L’ambiente naturale ed il clima della regione di Valencia

In questa bella comunità, mediterranea per eccellenza, potrai goderti quasi 500 chilometri di costa. Le altitudini in questa regione vanno dal livello del mare a quasi 2.000 m, il che rende il suo paesaggio estremamente accidentato in gran parte del suo territorio.
E’ formato dalla confluenza di due delle più importanti catene montuose spagnole: il sistema iberico -che corre NW-SE dai Paesi Baschi alle province di Castellón e Valencia-, e la catena Betica -con un asse SW-NE, che inizia a SE dell’Andalusia e dell’Algarve portoghese e raggiunge l’estremità NE della provincia di Alicante, estendendosi sotto il Mar Mediterraneo ed emergendo nuovamente nel gruppo meridionale delle Isole Baleari (Ibiza e Formentera).

La catena Betica è il luogo dove si concentrano la maggior parte delle specie endemiche della flora e della fauna selvatica della penisola iberica. Oltre ai monti Betici e iberici, la Comunità Valenciana è influenzata da un terzo sistema orografico, la Cordigliera Litoraneo-Catalana, di allineamento N-S, che corre parallela alla costa della Catalogna e al N della provincia di Castellón. Questi tre sistemi montuosi formano il percorso dei grandi fiumi della regione, la maggior parte dei quali nasce nelle regioni vicine, come il Júcar, il Turia, il Mijares o il Segura.

Il rilievo è quindi formato dalle montagne del nord, che appartengono al Sistema Iberico, le montagne del sud del Sistema Betico e le montagne, gli altipiani e le pianure centrali.
Nel Maestrat (Maestrazgo) si trova la montagna più emblematica della comunità, il Peñago Losa, alta 1.813 metri, popolarmente considerata come la più alta, ma questo onore in realtà appartiene al Calderón, il Rincón de Ademuz, che sale a 1.839 metri; Nel “Racó” troviamo il Gavilán. (1.747 metri), La Cruz de los Tres Reinos (1.555 m) e La Tortajada (1.541 m). Un’altra cima di più di 1500 metri si trova nelle terre di La Marina: l’Aitana (1558 m).

Il litorale alterna scogliere come la Sierra de Irta o quelle della Villa Joyosa (Vila Joiosa) con zone umide e paludi, come la Ribera de Cabanes, l’Albufereta de Oropesa, le Albuferas de Valencia e Elche, le lagune di Torrevieja e Mata, trasformate in saline, o le paludi di Pego; grandi stringhe di spiagge sabbiose, da Benicàssim a Almenara, da Puzol a La Marina e importanti formazioni di dune come El Saler de València o quelle di Guardamar.

Le altitudini crescono da E a W, dal mare alle montagne interne che separano la Comunità Valenciana dal grande altopiano della Meseta centrale spagnola. Il contatto con l’altopiano è brusco: montagne di altezze superiori ai 1000 m, che danno luogo a un vero e proprio scudo climatico, isolando la maggior parte delle terre valenciane dall’effetto del clima continentale che domina il centro della penisola iberica; di conseguenza, gran parte del territorio di questa regione gode dell’intensa temperie termica che garantisce il contatto con il Mar Mediterraneo.

Un effetto diretto di questo scudo è la scarsità di precipitazioni invernali e primaverili, poiché le masse d’aria umida provenienti dall’Oceano Atlantico, che causano forti precipitazioni in Portogallo e in gran parte della Spagna, si asciugano rapidamente quando raggiungono le montagne valenciane. Per questo motivo, il clima valenciano, specialmente vicino alla costa, ha due caratteristiche insolite in gran parte del Mediterraneo occidentale: 1) la bassa importanza delle precipitazioni primaverili, con l’autunno che è il momento di maggiore concentrazione di piogge, spesso torrenziali, e 2) la presenza di due stagioni secche all’anno – estate e inverno – invece di una sola come è tradizionale nel tipico clima mediterraneo.

A circa 60 km dalla costa di Castellón, l’arcipelago delle Isole Columbretes è l’affioramento vulcanico più notevole della Comunità Valenciana.
In questa regione ci sono parchi naturali meravigliosi:
Alicante: Parco Naturale Marjal de Pego-Oliva, Parco Naturale Montgó, Parco Naturale Peñón de Ifach, Parco Naturale Carrascal de la Font Roja, Parco Naturale El Hondo, Parco Naturale Salinas de Santa Pola, Lagunas de la Mata e Parco Naturale Torrevieja.
Castellón: Parco Naturale del Deserto delle Palme, Parco Naturale del Prat de Cabanes-Torreblanca, Parco Naturale delle Isole Columbretes (situato a circa 60 km a est di Castellón de la Plana).

Valencia: Parco Naturale dell’Albufera.
In essi si possono vivere una grande varietà di esperienze all’aperto ed entrare in contatto con una natura di grande valore ecologico.

Come arrivare nella Comunità Valenciana

La Comunità Valenciana è una regione perfettamente collegata al resto della Spagna e all’Unione Europea. I collegamenti da e per la regione offrono molteplici combinazioni di trasporto via terra, mare e aria.

Il periodo della pandemia ha chiaramente ridotto le possibilità per i viaggiatori, ma fortunatamente le rotte vengono gradualmente ristabilite.
Il traffico ferroviario è un altro dei punti forti della regione, con treni ad alta velocità che collegano Alicante e Valencia con la capitale spagnola, Madrid, e le principali città della Spagna.

La Comunità di Valencia ha tre aeroporti, Manises (Valencia), El Altet (Alicante-Elche) e Vilanova d’Alcolea, nella provincia di Castellón.
L’aeroporto di Manises si trova a 8 km da Valencia, nei comuni di Manises e Quart de Poblet, sull’autovia A3 (ex N-III Madrid-Valencia).

L’aeroporto di El Altet si trova a 9 chilometri a sud-ovest di Alicante, nel comune di Elche, sulla N-332 tra Alicante e Santa Pola. Occupa una delle prime posizioni nella classifica degli aeroporti nazionali ed europei, per la sua qualità e i suoi collegamenti nazionali e internazionali.

Preventivo di viaggio nella Comunità Valenciana

In media, il costo della vita a Valencia nel 2021 è inferiore al costo medio della vita in Spagna.

I prezzi medi per il viaggiatore oscillano tra:

  • 85/95 euro per camera doppia hotel 3*
  • 110/120 euro per camera doppia in un hotel 4*
  • 200/220 euro per una camera doppia in un hotel 5*
  • Birra locale 2 euro per 0,5 l
  • Birra importata 1,2 euro per 0,33 l
  • Cappuccino 1,6 euro
  • Bevanda analcolica 1,6
  • Euro per lattina
  • Bottiglia d’acqua euro 1-1,5
  • Pranzo 10/15 euro
  • Cena di tre portate 20/40 euro

La gastronomia nella Comunità Valenciana

La paella, che tradizionalmente si prepara con lo squisito riso tipico della zona dell’Albufera di Valencia, è conosciuta a livello internazionale. Questo ingrediente è anche la base di più di cento ricette locali come l’arroz a banda, l’arroz a la pedrera, l’arroz negro, l’arroz con costra o l’arroz caldoso.

La cucina con aromi di montagna e carne è tipica della zona interna, mentre sulla costa si prepara un eccellente pesce e ottimi frutti di mare.
Il clima mediterraneo di questa regione favorisce la grande produzione di agrumi e ortaggi, specialmente delle arance. L’horchata valenciana, il cui centro tradizionale di produzione è Alboraya, è una bevanda tipica che si prepara con il cipero o zigolo dolce schiacciato, acqua e zucchero, e nella quale tradizionalmente si immergono i fartons, un dolce tenero e molto soffice.

Molto tradizionale è anche la produzione del café licor, aperitivo tipico della città di Alcoy e di tutta la parte settentrionale della provincia di Alicante, e della mistela, molto popolare nella Marina Baja e nella Hoya de Buñol.
La maggior parte dei dolci è di tradizione araba. A Jijona ad esempio si elaborano varie tipi di torroni. A Játiva è tipico l’Arnadí, un dolce fatto con la zucca.

My Comunidad Valenciana for you

Fenici, greci, iberici, romani, arabi… nell’antichità, e i viaggiatori di tutto il mondo oggi, apprezzavano e continuano ad apprezzare le condizioni climatiche privilegiate e la favorevole posizione strategica delle terre dell’attuale Comunità Valenciana. Le sue feste, come Las Fallas, la cui origine si perde nel tempo, o le feste dei Mori e Cristiani, dichiarate di interesse turistico internazionale, e che commemorano le battaglie che erano così frequenti su questa costa, sono un ottimo modo per scoprire la cultura e la storia della regione, e per entrare in contatto con le tradizioni e i momenti importanti per la popolazione locale.

Durante un viaggio in questa regione non dovrebbe mancare una visita alla capitale, Valencia, che conta con eccezionali monumenti, soprattutto gotici, come La Lonja e il famoso campanile Miguelete; Alicante e la sua fortezza di stile almohade, il Castello di Santa Barbara, e il suo bellissimo lungomare; le spiagge della Costa Blanca, con eccellenti strutture turistiche e città come Denia, Calpe, e Benidorm che offrono eccezionali strutture alberghiere e una vivace vita notturna; A nord, nella provincia di Castellón, la Costa del Azahar puoi trovare fantastiche spiagge e belle città come Peñíscola, situata su un promontorio che si protende nel mare, circondata da mura, con il suo castello medievale, Oropesa, con le sue rovine medievali e la famosa Torre de Rey, del XVII secolo, che serviva da difesa per la città contro le incursioni dei pirati, e l’affascinante Morella, un vero gioiello architettonico, con i suoi ripidi vicoli circondati da mura del s. XIV.

In questa occasione voglio condividere con te le meraviglie di una città poco conosciuta nei circuiti turistici internazionali ma che ha un’eredità molto particolare: Elche (Alicante), l’unica città spagnola che ha tre beni culturali registrati nelle diverse categorie del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

Per introdurti questa bella città ti parlerò di uno dei 14 pannelli che il pittore valenciano Joaquín Sorolla dipinse per decorare la biblioteca della Hispanic Society of America, la cui sede è a New York: Il palmeto di Elche (1918. Olio su tela, 350 x 231 cm).
Questo ambizioso progetto gli fu commissionato nel 1911. Doveva elaborare quattordici grandi pannelli composti da tele con il tema “Visione della Spagna”. Il pittore li realizzò tra il 1913 e il 1919.

A questo scopo, Sorolla viaggiò per tutto il paese nel 1912, prendendo appunti visivi che servirono come schizzo per la creazione della sua opera, concepita come una sorta di ritratto generico e monumentale della Spagna. Tra le vedute incluse una paesaggio di Elche con scene di usi e costumi locali.

In Il palmeto di Elche, Sorolla raffigurò un tipico palmeto al momento della raccolta delle date. Dietro una palma, un gruppo di donne seleziona attentamente i datteri che un coltivatore di palme (palmero) porta loro. Il dipinto ci mostra anche un altro elemento tradizionale del paesaggio di Elche, il caratteristico forno a volta, che si conserva ancora in molte case del Camp d’Elx.

Il palmeto storico di Elche

Riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, il Palmeto Storico di Elche è un paesaggio culturale unico di valore eccezionale, che conserva un’eredità vivente di Al-Andalus, della Spagna musulmana medievale.

La profusione di disegni di palme sulla ceramica iberica di La Alcudia (dal III al I secolo a.C.) dimostra l’importanza delle palme da dattero anche a quel tempo, ma l’abbassamento delle temperature e le glaciazioni cancellarono la maggior parte delle palme in tutta l’Europa meridionale. Solo in alcune zone più calde e protette dalle correnti fredde, come Elche, sono riusciti a sopravvivere.

L’espansione del palmeto avvenne in seguito alla fondazione da parte degli arabi della nuova città dove si trova ora (VIII e IX secolo). Stabilirono una vasta rete di irrigazione che in gran parte persiste ancora oggi. La sopravvivenza per secoli di questo sistema di agricoltura delle oasi fu uno degli aspetti apprezzati dall’Unesco.

Grazie al lavoro delle persone che l’hanno fatto nascere e degli abitanti di Elche che, nel corso dei secoli, sono riusciti a conservarlo oggi, il palmeto è uno straordinario esempio di sostenibilità nello sviluppo agricolo di ecosistemi fragili. La sua peculiarità, che lo differenzia dal resto dei palmeti del mondo, è la “palma bianca”, una reliquia vivente che ci mostra com’era l’antico Mediterraneo.

Con più di 200.000 esemplari e circa 50.000 nei vivai comunali, il palmeto di Elche è il più grande d’Europa. Anche se visto da lontano sembra una foresta, in realtà è una piantagione fatta per scopi agricoli, ragione per la quale gli appezzamenti o gruppi di appezzamenti vengono chiamati frutteti. Ogni appezzamento è affiancato da file di palme, e tutto l’insieme, visto dall’alto, forma una sorta di griglia.

Oggi, il palmeto ha una funzione più scenica e culturale che agricola. Quest’ultima si concentra sulla produzione di palma bianca per la Domenica delle Palme, che viene inviata in tutta la Spagna e anche all’estero, e su piccole coltivazioni di datteri per il mercato locale.

Misteri o Festa d’Elx

Il Misteri o Festa d’Elx è stato il primo evento festivo spagnolo ad essere incluso nella categoria di Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità.
È un vero segno di identità. È un dramma cantato, di origine medievale, che racconta la storia dell’addormentamento, dell’assunzione in cielo e dell’incoronazione della Vergine Maria. Si divide in due atti: la Vespra (Vigilia), che viene eseguita il 14 agosto e il Dia de la Mare de Déu, il 15 agosto.

Viene rappresentato nella basilica barocca di Santa Maria, la cui costruzione tenne conto del fatto che doveva essere lo scenario del dramma. La sua origine medievale risale alla seconda metà del XV secolo, essendo sopravvissuta fino ai giorni nostri grazie a una bolla papale di Urbano VIII del 1632, dopo che il Concilio di Trento (1545-1563) proibì la messa in scena di opere teatrali all’interno dei templi cristiani. La perseveranza e l’amore della gente di Elche hanno trasformato la Festa nell’ultima vestigia vivente di questo tipo di manifestazione.

La musica proviene da diversi periodi e stili, con melodie medievali, rinascimentali e barocche, con esempi di monodia e polifonia.
La rappresentazione viene messa in scena da cantanti non professionisti e da un coro di voci bianche per i ruoli di Maria e degli angeli, poiché nel Medioevo le donne non potevano partecipare a opere teatrali ed erano esseri impuri per la liturgia.

Museo della scuola di Puçol

Questo spazio museale unico, il Centro di Cultura Tradizionale Museo della Scuola Puçol, è entrato a far parte del Registro delle Pratiche Esemplari nel 2009, le cui inclusioni sono decise dal Comitato per la Salvaguardia del Patrimonio Immateriale dell’Unesco. Gli oltre 90.000 oggetti del XIX e dell’inizio del XX secolo che il museo custodisce, la maggior parte dei quali sono stati donati, sono una grande risorsa per assicurare la conservazione di una cultura, sia materiale che immateriale, che stava scomparendo rapidamente a causa della meccanizzazione delle campagne e della sostituzione dei mestieri e delle coltivazioni tradizionali con altri più produttive; i negozi dove i nonni facevano la spesa, il bar dove stavano, i loro carretti, le trebbiatrici, le loro case, le loro riviste, i loro giochi e le faccende quotidiane, i loro vestiti… e ci aiutano a capire com’era la vita nel Camp d’Elx e in città, non tanto tempo fa.

Per oggi concluderei il mio articolo qui. Spero che ti sia piaciuto e che le informazioni che ti ho dato ti possano essere utili.

Avevi già sentito parlare di questi luoghi? Li hai già visitato?

Come ti piace trascorrere le tue vacanze e cosa ti piace fare? Che tipo di viaggiatore sei?

Fammi sapere! Potrebbe essere uno dei nuovi argomenti del blog!
A presto,
Sonia

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