Aragona

Cosa vedere nell’ Aragona

Vuoi visitare la Spagna? Vuoi sapere cosa potresti vedere e vivere nell’Aragona?
Qui di seguito trovi una breve presentazione di questa meravigliosa regione spagnola.

Dove si trova l’Aragona?

La regione aragonese si trova nel nord-ovest della penisola iberica e confina a nord con la Francia, a ovest con le comunità autonome di Castilla-La Mancha, Castilla y León, La Rioja, Navarra e ad est con la Catalogna e la Comunità Valenciana.
Ha sempre avuto un importante ruolo di confine con l’Europa, attraverso i Pirenei.
Zaragoza è equidistante da altri importanti centri spagnoli: Madrid, Barcellona, Bilbao e Valencia, il che la rende un punto molto comodo sia per raggiungerla che per spostarsi da essa.
La Comunità Autonoma dell’Aragona, con quasi 48.000 km², è formata da tre province: Huesca, Teruel e Zaragoza.
È un territorio abbastanza esteso, scarsamente popolato e con una densità demografica molto bassa.
La sua gente (“mañicos”) è molto “majica”: gente a la mano, nobile e molto accogliente. A me personalmente piace molto stare tra di loro.
La sua capitale è la città di Zaragoza, dove si concentra più della metà degli abitanti della regione.
Lo spagnolo è la lingua ufficiale, ma è comunemente parlato, specialmente nelle regioni montuose, anche l’aragonese, noto anche come la fabla.

L’ambiente naturale dell’ Aragona

Una delle caratteristiche dell’ambiente naturale e del rilievo aragonese è il forte contrasto altimetrico, poiché si possono trovare cime superiori ai 3.400 metri e territori con meno di 100 metri s.l.m. come le terre del Bajo Ebro.

Le grandi unità del rilievo aragonese sono:

  • La Catena dei Pirenei centrali, che “chiudono” la regione a nord.
    Il cosiddetto Axil Pirenaico è la parte centrale della catena montuosa e presenta le quote più elevate della stessa, con altezze che superano i 3.000 m, come è il caso dei picchi della Maladeta, Aneto e Perdiguero. Le alte vette dei Pirenei hanno neve perpetua. Hanno forme brusche e aspre.
  • Il Somontano dei Pirenei: Costituisce l’area pedemontana tra le montagne esterne della Catena Pirenaica e la Depressione dell’Ebro.
  • La sua altitudine varia dai 700 agli 800 m nel suo limite settentrionale, e dai 300 ai 400 m nel suo limite meridionale.
  • La Depressione dell’Ebro: copre l’intero settore centrale della Comunità Autonoma, rappresentando quasi il 35% del suo territorio.
  • Si apre in direzione nordovest-sudest, seguendo le linee generali delle catene montuose che la incorniciano.
  • Processi erosivi hanno generato una serie di rilievi tabulari detti muelas e planas, le cui sommità arrivano a 500-800 m e dai quali si scende ai corsi del fiume attraverso un piano leggermente inclinato, chiamato glacis, terminante in terrazzamenti fluviali formati da ciottoli derivanti dall’erosione del fiume.
  • È l’area di confluenza della stragrande maggioranza dei fiumi dei Pirenei e del Sistema iberico.
  • Il fiume Ebro è il corso principale nella regione. Gran parte dei suoi 910 km attraversano le terre aragonesi.
  • Il Somontano della catena montuosa Ibérica: sono il passaggio tra la Depressione dell’Ebro e la catena montuosa iberica.
  • La Catena montuosa Iberica: dove è possibile distinguere la catena montuosa iberica di Zaragoza e la catena montuosa e quella Teruel.
  • Si tratta di una catena montuosa meno imponente e meno continua rispetto ai Pirenei. L’altitudine delle sue vette più alte raramente supera i 2.000 m e si presentano con forme collinari e meno selvagge.

Il clima dell’Aragona

Le caratteristiche del rilievo aragonese favoriscono la diversità microclimatica nella regione.

  • L’estate è una stagione calda praticamente in tutta la Comunità Autonoma.
    Le terre della valle dell’Ebro e delle vette dei Pirenei presentano i valori più estremi.
    Nel primo caso, la posizione depressa rispetto agli immediati dintorni e la scarsa influenza dell’addolcimento del mare fanno sì che la temperatura media estiva superi i 24 ºC potendo arrivare anche oltre i 40°C.
    Nel caso delle vette dei Pirenei, l’altitudine sul livello del mare è quella che fa scendere la temperatura media estiva fino a 10-12 ºC, con estati che possono essere considerate fresche.
  • Con l’avanzare dell’autunno, le temperature si addolciscono in tutto il territorio

aragonese, registrando una temperatura media generale tra i 12 ei 16 ºC. Normalmente, il mese di settembre e anche parte di ottobre, mantengono caratteristiche similari all’estate, dopodiché le temperature incominciano a calare.

  • In inverno, con l’aumentare dell’altitudine media verso i Somontani dei Pirenei e del
    Sistema Iberico, la temperatura media diminuisce e raggiunge i 2-4 ºC.
    Le vette iberiche e soprattutto quelle dei Pirenei hanno gli inverni più rigidi, con temperature medie che in alcuni punti possono essere anche inferiori a 0 ºC.
    Le gelate o l’irruzione di masse d’aria fredda di origine polare o siberiana sono situazioni che si possono verificare anche fino ad aprile, condizioni che fanno sì che la primavera -come accade con l’autunno- tenda a mantenere le caratteristiche della stagione precedente, in questo caso l’inverno, fino a maggio inoltrato.
  • Pertanto, la primavera è, in media, circa 2 ºC più fresca dell’autunno.

Oltre alle scarse precipitazioni estive e invernali, ci sono due periodi massimi di pioggia, in primavera e in autunno.

Come arrivare nell’Aragona

Per arrivare nella Comunità Autonoma dell’Aragona ci sono due aeroporti che offrono servizi turistici:

  • L’aeroporto di Huesca-Pirineos si trova a 10 km dalla città di Huesca, tra i comuni di Alcalá del Obispo e Monflorite.
  • L’aeroporto di Zaragoza si trova a sud-ovest della capitale aragonese, a dieci chilometri dal suo centro urbano.

Tieni presente che questi aeroporti hanno un collegamento diretto praticamente solo con la capitale e con alcune città spagnole ma è vero che, ogni volta di più, alcune compagnie aeree effettuano anche voli internazionali diretti, soprattutto nella stagione estiva, tra aprile e ottobre.
Arrivare sia da Madrid che da Barcellona, che hanno aeroporti internazionali, è comunque molto semplice, con i treni ad alta velocità (AVE).
Infatti ci arriverai in meno di 1,30 ore, sia da una città che dall’altra.
Delicias è la più grande ed importante stazione ferroviaria di Zaragoza ed è da qui che partono questi treni, con una frequenza molto buona: ogni giorno quasi 20 treni. Potrai viaggiare, dunque, praticamente a qualsiasi ora della giornata.
Ad oggi anche OUIGO della compagnia SNCF francese e la divisione low cost dell’AVE (RENFE), chiamata AVLO offrono ottime alternative per raggiungere Zaragoza.
La compagnia ferroviaria RENFE, che opera in tutta la Spagna, offre sia treni a lunga percorrenza che treni suburbani che collegano le città più piccole.
Per visitare la zona nord della regione, ti consiglio di considerare anche l’aeroporto francese Pau Pyrénées, vicinissimo al confine con la Spagna (si trova soltanto a 2 h e mezza del Parco Nazionale di Ordesa e Monte Perdido e dei centri sciistici dell’Aragona) perché dispone di voli internazionali non solo con l’Europa ma anche con altri continenti.
Per visitare la zona di Teruel è molto comodo volare a Valencia, che dista soltanto 1 ora e mezza.
Anche gli aeroporti dei Paesi Baschi possono essere un’opzione per arrivare in Aragona in aereo.
La possibilità di noleggiare un’auto è perfetta se si vuole fare un percorso attraverso piccoli villaggi o zone dell’entroterra. Questa alternativa ti permetterà di sfruttare al meglio il tuo soggiorno in Aragona.

Preventivo di viaggio in Aragona

Per che tu possa avere una idea orientativa su quanto si spende visitando la regione aragonese devi sapere che i prezzi medi dei prodotti e dei servizi in questa regione possono risultare sicuramente un po’ più bassi rispetto ad altre comunità autonome spagnole.
Un caffè, una bibita, una birra o un vino può costare circa 0,90- 3,00€
Fare colazione, comprensiva di caffè, pasticcini, succo di frutta può costare tra 1,5 e 3,00 €.
Il prezzo di una camera doppia a seconda della categoria della struttura alberghiera può variare tra: 5 stelle 200-300 euro, 4 stelle 125-225 euro, 3 stelle 80-130 euro.
Nonostante in Spagna non sia obbligatorio lasciare la mancia, nei bar, caffè, ristoranti, hotel e taxi è regola comune lasciarla se non è compresa nel prezzo, o arrotondare il conto, purché il servizio sia stato soddisfacente.

La gastronomia aragonese

La diversità di microclimi e terreni, insieme alla privilegiata posizione di questa regione, che ha favorito la coesione culinaria con le tradizioni della Spagna Verde del nord e con quelle del mediterraneo ad ovest, ha fatto sì che la sua gastronomia aragonese sia varia ed eccellente.

Quattro sono le Denominazioni di Origine vinicole, frutto di una cultura enologica millenaria: Somontano, Cariñena, Calatayud e Ruta de la Garnacha.
L’archivio del monastero di Veruela mostra che il primo riferimento alla vite in queste terre risale al 1203. Furono i monaci cistercensi di questo monastero a incoraggiare la coltivazione della vite, soprattutto della varietà Garnacha, che è autoctona di questa terra e che si adatta al meglio ai suoi terreni e al suo clima.

Piatti come il pollo al Chilindrón, il bacalao Ajoarriero, la trucha a la aragonesa, il congrio a la Bilbilitana, il cardo con salsa de almendras (protagonista indiscutibile del Natale) sono tipici di Aragon.

La borragine, il tartufo nero e lo zafferano del fiume Jiloca sono altri prodotti che raggiungono la loro massima espressione in questa regione spagnola.
A Huesca, l’offerta di tapas è concentrata nel centro della città, soprattutto nella zona tra “Los Porches de Galicia” e la Chiesa di San Lorenzo.

A Teruel, c’è un’offerta popolare comune a quasi tutti i locali, basata principalmente sul suo prosciutto e altri prodotti a base di carne di maiale, fritti e salamoia.
Vi consiglio di andare nelle strade Yagüe de Salas, San Juan, la Plaza del Torico e le strade adiacenti, il Paseo del Óvalo, la Ronda de Ambeles e la Tozal.

Più che tapas sono “raciones”, una “misura” un po’ più grande.

La zona delle tapas più conosciuta di Zaragoza è ‘El Tubo’, nel centro storico, così come le piazze di Santa Marta, Santa Cruz e San Miguel.

Las madejas è un piatto protagonista in molti bar di tapas, soprattutto nelle zone di Teruel e Zaragoza. Si tratta di un piatto elaborato con gli intestini sottili dell’agnello, ben puliti e avvolti attorno ad un gambo di aglio verde.

Anche las chiretas è un piatto in cui l’ingrediente base sono le budella d’agnello. Precedentemente mondate in aceto bianco e successivamente farcite con riso, pancetta tritata, prosciutto, prezzemolo, aglio, cannella, sale e pepe bianco, sono servite, disposte a fette, spesso come tapas oltre che ad essere un piatto principale.

My Aragon For You

Ti ho preparato qualche suggerimento, qualche idea di viaggio che potrebbe ispirarti per il tuo prossimo viaggio in Aragona.
La diversità geografica, climatica e paesaggistica di questa comunità autonoma spagnola ed il susseguirsi di culture che l’hanno abitata, offre la possibilità di visitarla sotto diversi punti di vista, soddisfacendo senz’altro molteplici interessi ed esigenze di viaggio.
• In inverno può goderti la neve, gli uccelli migratori o il Natale, con la sua bella
atmosfera festiva, per esempio a Jaca.
• In primavera, è meraviglioso immergersi nella sua natura, selvaggia e piena di colori o
vivere la Settimana Santa, le sue processioni e la sua musica.
A proposito di questa festività è molto particolare quella di Calanda, nella provincia di Teruel.
In realtà sono nove comuni del territorio (popolarmente noto come Bajo Aragón, nel nord della provincia di Teruel, molto vicino a Zaragoza) che facendo parte dell’itinerario del Tambor y el Bombo (dei tamburi e grancasse) offrono la loro manifestazione più genuina durante la Settimana Santa aragonese. Forse ne hai sentito parlare. Il regista aragonese Luis Buñuel la fece conoscere a livello internazionale.
Sebbene la celebrazione vari tra le località, in generale lo stesso schema si ripete in quasi tutte. Nelle prime ore del giovedì santo o del venerdì mattina centinaia di tamburi e grancasse iniziano a suonare all’unisono. Nei diversi giorni poi, accompagnano con il loro fragore le diverse processioni.
L’atto più famoso è a mezzogiorno del Venerdì Santo a Calanda, quando il sindaco colpisce con la sua mazza una grande grancassa, una delle più grandi al mondo.
Le migliaia di suonatori concentrati nella piazza del municipio iniziano quindi a battere i tamburi con tale intensità da arrivare a registrare circa 120 decibel.
Dal 2019 il modo in cui si suonano questi tamburi ha ricevuto il riconoscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO.
• In estate, il turismo attivo e all’aperto ha la meglio.
L’Aragona è ideale per immergersi nella natura e staccare la spina.
Il territorio offre strade secondarie, sentieri e piste ciclabili molto sicure, che percorrono i paesaggi più vari e sorprendenti.
Lungo gli itinerari, a tua scelta avventurosi, romantici, culturali, ideali in famiglia, con la tua mascotte, in moto, in bicicletta, in automobile d’epoca, etc. troverai villaggi incantevoli, natura incontaminata, terme con eccellenti proprietà rilassanti e terapeutiche, ottima enogastronomia locale e un ricchissimo patrimonio culturale.
Ti consiglio di vivere il tuo viaggio “sobre la marcha”, dunque senza fretta e godendoti al massimo il tuo tempo e le tue emozioni.
Molto particolare secondo me è per esempio il tramo aragonese del Cammino di Santiago francese, che inizia a 1.640 metri di altitudine, un percorso meraviglioso che attraversa i Pirenei dal passo del Somport.
La pace che si respira e lo spettacolare paesaggio che accompagna ogni passo conferiscono a questo percorso una magia speciale, dove viene spontaneo sentirsi in simbiosi con l’ambiente.
Alte cime innevate, foreste, laghi pirenaici di origine glaciale (i cosiddetti “ibones”) circondati da pascoli idilliaci, torrenti, cascate, profondi canyon e deserti infiniti. Centinaia di angoli solitari, incontaminati e affascinanti dove ritrovare se stessi.
Rinfrescarsi negli innumerevoli fiumi e laghi o semplicemente sdraiarsi a guardare le stelle è in Aragona, una esperienza da vivere.
• In autunno, ti suggerisco di scoprire gli angoli ed il patrimonio dei paesi e delle città, lasciandoti il tempo di gustare la loro cucina tipica, e soprattutto, di non perdere il cambio di colore nelle foglie del bosco, è uno spettacolo.
Nelle vicinanze della cittadina di Albarracin, già di per se una bellissima cittadina da visitare, si trova, ad esempio, uno dei paesaggi e dei siti culturali, secondo me, più sorprendenti dell’Aragona: i “Pinares de Rodeno” (Pinete di pino marittimo), bellissimi sempre ma soprattutto in autunno. Burroni, canyon, rocce, valli e estese foreste da scoprire.
I contrasti cromatici tra il verde della pineta e il rosso dell’arenaria rossastra creano uno spazio di grande bellezza.
Inoltre, e non di meno, i suoi ripari rocciosi conservano eccellenti esempi di arte rupestre levantina, dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Infatti, questo bellissimo spazio naturale è stato la culla di comunità preistoriche primitive che hanno espresso graficamente il loro modo di vivere in quello che ora ammiriamo denominandolo “arte rupestre in stile levantino dell’Arco Mediterraneo” .
Io personalmente amo le Hospederías de Aragón, situate in edifici di interesse culturale o in un paesaggio privilegiato, monumentale o naturale.
Strada facendo, passarci qualche notte per poi esplorare il territorio partendo da lì, potrebbe essere un’ ottima idea. Ad esempio nell’Hospederia de la Dolores, che deve il suo nome a Dolores Peinador Nervión “La Dolores”, nata a Calatayud nel 1819, e la cui vita, particolarmente “sfrenata”, si diffuse, nel noto paso doble “Se vai a Calatayud …”, o nell’Hospederia Palacio o Casa Grande de Allepuz, un bellissimo palazzo rinascimentale di influenza italiana, tipico delle sontuose residenze aragonesi del XVI secolo.
Per gli amanti del modernismo, come me, e non solo, dire che a pochi chilometri dal confine con la Francia, nel contesto del Camino di Santiago di cui ti ho parlato precedentemente, la splendida Stazione Internazionale di Canfranc, dichiarata Monumento Storico-Artistico, rappresenta una delle opere più importanti del modernismo spagnolo e si erge maestosa in un paesaggio meraviglioso. Quando fu inaugurata nel 1928, era la più grande in Spagna e la seconda in Europa.
La sua storia risale al 1853, quando un gruppo di aragonesi legati alla Reale Società Economica degli Amici del Paese richiesero la costruzione della ferrovia per la Francia via Canfranc.
L’ingegnere di Alicante Fernando Ramírez Dampierre progettò lo spettacolare edificio modernista, lungo 241 metri, con 150 porte d’accesso e quasi 350 finestre.
L’elegante edificio, situato tra le imponenti montagne dei Pirenei, accoglieva i viaggiatori che arrivavano in Spagna, con hotel, casinò, dogana…
Fu uno scenario decisivo durante la seconda guerra mondiale, come punto di passaggio per l’oro, le opere d’arte rubate e gli ebrei fuggiti.
Per oggi concluderei il mio articolo qui. Spero che ti sia piaciuto e che le informazioni che ti ho dato ti possano essere utili.
Avevi già sentito parlare di questi luoghi? Li hai già visitato?
Come ti piace trascorrere le tue vacanze e cosa ti piace fare? Che tipo di viaggiatore sei?
Fammi sapere! Potrebbe essere uno dei nuovi argomenti del blog!
A presto,
Sonia

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