Ti sei mai chiesto come si svolge una corrida? 

Dietro a questo evento ci sono tutta una serie di rituali e protocolli che vengono rispettati meticolosamente e che sono alla base di una tradizione ricca di simbologia e di valori profondi. 

Nella arena si sfidano tre toreri e tre tori. 

I toreri “torean” due tori cadauno, alternandosi tra di loro.

La corrida si apre con il “”paseíllo”, un corteo in cui sfilano tutti i partecipanti all”evento. 

Due “alguaciles”, cavalieri in costume del XVII secolo, chiedono simbolicamente al giudice della corrida le chiavi del recinto dove vengono tenuti i tori.

Il corteo viene chiuso dai mozzi e dalla mula che hanno il compito di portare via il toro dalla piazza una volta ucciso. 

Il toro esce nella piazza e comincia la sfida. 

La corrida è divisa in tre parti differenziate dal tocco di clarino, i “tercios”. 

Se il torero ha dimostrato il suo valore, il presidente della corrida può offrirgli come premio un pezzo di coda oppure le due orecchie del toro, anche se la più grande soddisfazione è per l’artista uscire dalla piazza dalla “Puerta Grande” trasportato dalla moltitudine di affezionati.

E’ possibile anche salvare la vita al toro nel caso in cui esso si sia difeso in maniera esemplare e abbia dato filo da torcere al torero. Questo “premio” viene definito con il nome di “indulto” ovvero grazia. Se il toro sopravvive verrà utilizzato come animale riproduttore (per tramandare le sue caratteristiche di forza e salute), altrimenti verrà portato in macelleria per farne carne da consumo.

Di solito il torero combatte a piedi, ma è anche possibile che l’uomo affronti l’animale a cavallo, senza protezioni. Questa versione è chiamata “Rejoneo”.

Se vuoi conoscere altri aspetti della tauromachia spagnola, t’invito a leggere anche Il toro preistorico: un viaggio nella storia spagnola e Scoprire la cultura spagnola attraverso il dibattuto ma affascinante mondo della tauromachia.

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