Le prelibate materie prime che si producono a Castilla y Leon sono la base della ricca tradizione culinaria della regione. 

Pietanze succulente che, se accompagnate dagli eccellenti vini di queste terre e condivise con il gusto per la vita tipicamente spagnolo, risultano in una esperienza unica ed indimenticabile! 

E in questo ti voglio aiutare! 

Ti racconto ora alcune delle particolarità dei vini con denominazione di origine di questa bellissima regione, in modo che tu abbia più indizi per vivere una straordinaria esperienza enogastronomica! 

Diamo inizio al nostro viaggio!

 

I vini di Castilla y León

 

D.O. Ribera del Duero (Burgos, Segovia, Soria y Valladolid).

Nata attorno al Castello Peñafiel, è una denominazione molto prestigiosa che accoglie vigneti localizzati dentro una frangia de la conca del río Duero. 

In un mosaico romano del s. III trovato alcuni anni fa sul territorio ci sono già riferimenti alla produzione di vino nella zona.

I due grandi nuclei della Ribera del Duero sono: Peñafiel (a Valladolid) e Aranda de Duero (a Burgos). 

Nel sottosuolo di queste popolazioni vi è un gran numero di cantine scavate.

La spettacolare Valle del Cuco (Valladolid) è conosciuta come la “Milla de oro”, o “la Toscana Castellana”, un tratto della strada N122 con vigneti e alcune delle cantine più prestigiose del mondo su entrambi i lati.

Il vitigno principale è il Tempranillo (chiamato anche Tinta del País o Tinta Fina), utilizzato sia per i vini rossi che per quelli rosati.

D.O. Vino de Calidad de Valtiendas

Nelle vicinanze di uno degli spazi naturali più belli della regione, il Parco Naturale Hoces del Río Duratón, troviamo questa piccola area vinicola nel nord di Segovia. 

Le cantine della zona sono concentrate a Valtiendas, località che dà il nome a questi vini.

 Praticare trekking, navigare in kayak nelle Hoces e visitare un’azienda vinicola della zona o i negozi di formaggi di Sacramenía sono esperienze meravigliose.

D.O. Cigales (Palencia y Valladolid)

La regione si estende nella zona nord della depressione del Duero, su entrambe le rive del fiume Pisuerga, che riversa le sue acque nel Duero. 

Proprio all’estremità meridionale, quest’ultimo attraversa una parte di questa zona viticola.

Il tante cantine centenarie che si trovano nei quartieri delle cantine in tutte le località all’interno dell’area di azione della Denominazione di Origine dimostrano la grande tradizione che il vino ha avuto per secoli in questa terra.

Il piccolo paese di Cigales, incastonato tra vigneti e campi di cereali, famoso per essere la patria del “clarete” (un vino rosato molto aromatico) ha circa 300 enoteche sotterranee, autentiche grotte labirintiche scavate in diversi metri di profondità.

D.O. Rueda (Valladolid, Segovia y Ávila)
Questa denominazione si estende dalle rive del Duero di Valladolid alle aree settentrionali di Ávila e Segovia, nel cuore della Castiglia. 

Le sue origini enologiche risalgono all’XI secolo. 

Fu la prima delle denominazioni di origine di Castilla y Leon ad essere riconosciuta dal Ministero. 

Le condizioni climatiche e le caratteristiche orografiche dei suoi terreni rendono questa zona ideale per la coltivazione della vite, in particolare dell’uva autoctona Verdejo, che conferisce ai suoi vini una personalità unica e caratteristiche inimitabili.

D.O. Toro (Zamora y Valladolid)
In una parte della provincia di Valladolid e soprattutto a Zamora abbiamo questa grande denominazione di origine della zona del Rio Duero.
La regione di Toro, a Zamora, ha una lunga tradizione nella vinificazione, fin dal Medioevo, essendo uno dei vini preferiti dei monarchi cattolici. 

Con questi vini si riempivano i magazzini reali e le navi che raggiungevano le terre del nuovo mondo.

Il vitigno tipico in questa zona è la Tinta de Toro.

D.O. Tierra del vino de Zamora
Situata attorno alle rive del fiume Duero, è una zona vinicola tradizionale fin dall’epoca romana.

Sebbene siano consentite elaborazioni bianche e rosè, la caratteristica essenziale di questi vini è quella di essere rossi corposi.

D.O. Arribes del Duero (Zamora y Salamanca)
Tra Zamora e Salamanca si trova il Parco Naturale Arribes del Duero, 180 km di canyon fluviali che hanno generato un microclima ideale per la coltivazione di vigneti, piantati su terrazzamenti.

D.O. Tierra de Leon (Leon, Zamora y Valladolid)
La zona ha una lunga tradizione vinicola, rintracciabile almeno fino ai tempi dei romani, poiché era frequentata dai viaggiatori sulla Ruta de la Plata e su altre strade romane. 

Una delle caratteristiche delle cantine tradizionali in questa zona è che sono cantine di grotte, cioè spazi scavati in piccole colline o promontori di terreno argilloso che sfruttano le irregolarità per formare gallerie che danno origine ai quartieri delle cantine. 

All’interno si crea un microclima ideale che consente la produzione di grandi vini, compresi i famosi “vini ad ago”/”vinos aguja”.

I vini più famosi di questa zona sono i rossi.

D.O. Arlanza (Burgos y Palencia)
Troviamo questa denominazione di origine in tre regioni naturali situate a sud della città di Burgos e ad est di Palencia, dove il fiume Arlanza attraversa campi di vigneti, ginepri, cereali e girasoli: El Cerrato, Arlanza e Sierra de la Demanda.

La tradizione vitivinicola risale almeno al X secolo, come hanno dimostrato i documenti dei monasteri che ripopolarono la zona di Burgos.

Il massimo esponente sono i vini rossi prodotti con la varietà Tinta del País o Tempranillo.

I.G.P. Chacoli
La produzione di questo vino è ottenuta da una miscela di uva verde, che gli conferisce una certa acidità che lo rende caratteristico. 

Esiste anche una varietà di uva rossa con cui vengono prodotti vini rosè e i “claretes”.

D.O.P. Cebreros
Nel sud-est della provincia di Ávila, attorno alla Sierra de Gredos e divisa in tre sotto-aree: la Valle del Alberche, la Valle del Tiétar e la Zona Pinares, è l’unica denominazione nel bacino del fiume Tajo.

D.O.P. Valli di Benavente (Zamora)
La cultura della vinificazione risale almeno al tardo Medioevo. 

Questa attività economica fu di grande importanza per la regione e quindi riconosciuta da Alfonso XI nel 1338.

D.O.P Sierra de Salamanca
Questa piccola area tra le montagne del sud di Salamanca ha pochissime cantine protette all’interno della denominazione.

In questa zona si produce olio di oliva extravergine di altissima qualità.

O.D. Bierzo (provincia di León)
A nord-ovest di León il fiume Sil accoglie aree di grande importanza vinicola lungo il suo percorso. 

Le sue città costruite in pietra e ardesia mantengono le strutture originali. 

Il suo microclima, senza grandi fluttuazioni durante l’anno, favorisce in particolare la coltivazione della vite. 

Mencía per i rossi e Godello per i bianchi sono i suoi principali vitigni.

Vinos de la Tierra de Castilla y Leon
Le denominazioni di origine possono essere un marchio di qualità, ma è anche possibile che le cantine producano vini d’autore di alta qualità, ma al di fuori dei parametri regolamentati dei Consigli Regolatori, oppure che siano cantine che non sono geograficamente all’interno del territori regolamentati.

Per questo motivo la Junta de Castilla y León ha creato un’etichetta per questi vini, che potranno usare purché dimostrino qualità.

Dalle notizie che ho oggi, sembra che ci siano altre aree all’interno di Castilla y León che aspirano ad ottenere un certo riconoscimento. 

E’ il caso dei Vini del Cerrato Palentino (nella zona meridionale di Palencia) e dei Vini del Duero Medio (Valladolid). 

 

LA Gastronomia TIPICA 

La gastronomia castigliana è sinonimo di convivialità e di grande piacere per il palato.

Infatti se c’è qualcosa di certo è che in questa regione si mangia davvero bene.

Burgos, Aranda de Duero ma anche Lerma (nella DO Arlanza) sono alcune delle migliori località dove poter gustare il delizioso “Lechazo”, una materia prima con indicazione di origine geografica protetta – IGP Lechazo de Castilla y León – che si accompagna alla perfezione con insalata, peperoni e la “morcilla” di Burgos. 

Il segreto della sua bontà è il prodotto, l’agnello (la pecora “churra”), alimentato esclusivamente con il latte materno. 

Il modo tradizionale di cucinarlo è nel forno a legna, semplicemente con acqua e sale, ma lo si trova anche come spiedino, arrostito su grandi barre di metallo, o al forno, dandogli cosi un tocco unico.

Segovia è l’erede di una cucina “da trattoria”, dove il forno è la stella e la carne è il piatto per eccellenza, soprattutto il famoso “cochinillo” (maialino da latte).

La famosa bistecca di manzo di Avila, l’agnellino da latte e i salumi di Palencia, la carne di Cervera, la “chanfaina” (con riso e maiale) e “l’ hornazo” (una sorta di torta salata) di Ciudad Rodrigo, il “tostón” (maialino da latte al forno) di Peñaranda de Bracamonte o di Arevalo, la “caldereta” (stufato d’agnello) ed il capretto di Soria, gli stufati di lepre, coniglio, pernice e piccione di Arlanza (conditi con spezie locali come timo, salvia o lavanda), meritano davvero.

La gastronomia di Salamanca conta con tre denominazioni di origine: il “jamon iberico di Guijuelo, la carne bovina di razza “morucha” e la lenticchia di “La Armuña”.

Una considerazione da fare per quanto riguarda i formaggi è che a Castilla y Leon viene prodotto il 70 % del latte di pecora della nazione. Per questo motivo i formaggi della regione del Duero sono riconosciuti con il loro “marchio di garanzia”. 

Ottimi esempi sono Il formaggio Burgos, la “Pata de Mulo” e la Torta de Oveja (Valladolid). 

Il burro di Soria spicca per la sua qualità.

La “morcilla”(insaccato prodotto con la cipolla, il sangue, il burro, il riso, il sale e alcune spezie) è famosa a Sotopalacios, Cardeña, Villarcayo e a Lerma (in tutte le sue varietà: fritte, arrostite o grigliate) ed uno dei “chorizos” più rinomati è quello di Cantimpalos (Segovia). 

Il “botillo” di Leon si abbina benissimo con i vini del Bierzo. Si tratta di un insaccato marinato e affumicato che si serve accompagnato da “cachelos” (patate lesse) e verdure.

 Il “farinato” di Ciudad Rodrigo (Salamanca) invece è un insaccato fatto con mollica di pane, strutto, paprica e altre spezie, e si mangia accompagnato da uova fritte.

La “sopa castellana”, o “sopa de ajo” (zuppa di aglio), è una ricetta che risale al dopoguerra, quando la scarsità e la necessità portarono a dover cucinare piatti molto economici e umili.

Gli ingredienti, facili da trovare in qualsiasi casa castigliana, sono: pane raffermo, aglio, uova, di salsiccia e prosciutto a “tacos” (pezzettoni), acqua, sale e paprika.

La “olla podrida”, un generoso piatto di fagioli, costolette di maiale marinate, “chorizo” e sanguinaccio, è un piatto di origine medievale buono da leccarsi le dita. È una ricetta tradizionale della “Comarca del Arlanza”. 

Sempre in questa zona, si possono gustare ottime trote, granchi, lumache di terra e un’ampia varietà di funghi selvatici.

Castilla y Leon ha verdure di notevole qualità, come ad esempio i fagioli rossi di Ibeas, i fagioli della Granja de San Ildefonso, i ceci di Santa María la Real de Nieva, Santiuste, Valseca o Fuentesauco I.G.P. (tutti utilizzati per preparare i famosi “cocidos”), i fagioli bianchi del Barco (Avila), i fagioli di Saldaña (Palencia) o i fagioli di El Burgo de Osma (Soria).

Gli asparagi di Tudela de Duero sono riconosciuti per la loro qualità, sia bianchi che verdi.

Nei terreni circostanti al fiume Ucero crescono ottimi cardi.

Nella provincia di Leon si produce una mela reneta molto particolare, bianca e grigia, tutelata dalla D.O. Manzana del Bierzo. 

La ricetta originale del riso “alla zamorana” contiene orecchie e zamponi di maiale, pancetta, prosciutto serrano, salsicce, timo, origano e verdure.

Ti voglio parlare anche dei dessert e del pane, perché il menu deve poter essere completo, non credi? 

Ecco qui:

La maggior parte dei dessert a Valladolid sono prodotti nati nei conventi. 

Il più famoso è la “Zapatilla”, in realtà chiamata “Mantecado de Portillo”, un biscotto con una consistenza farinosa coperto di glassa che si scioglie quando viene morso. 

Ci sono anche gli “empiñonados”, le “almendras garrapiñadas” di Villafrechos e i “roscos de vino”.

Il “Postre del Abuelo” è l’unione del famoso formaggio di pecora fresco di Burgos con il miele, le mele cotogne e le noci, e si abbina perfettamente a qualsiasi buon menu castigliano.

Nel Real Sitio de San Ildefonso (Segovia) è tipica la torta Valsaín.

Il “ponche” è uno dei dolci rappresentativi di Segovia, le deliziose “yemas di Santa Teresa” (dolcetti di tuorlo d’uovo e zucchero) sono invece una particolarità di Avila. 

Le “ciegas di Saldaña”, i “brazos di San Lorenzo”, i famosi biscotti di Aguilar de Campoo, i dolci di Osorno o la crema fritta (a base di latte, uova, farina e zucchero) sono dolci tipici della zona di Palencia . 

Il “bollo maimón” ed il “repelao” (dolce dal sapore simile al marzapane) sono prelibatezze salmantine.

Las “natillas de almendras” e un’ ottima crema alle mandorle che si prepara a Zamora.

A Valladolid, come nella maggior parte della Spagna, il pane è uno dei prodotti fondamentali a tavola. 

A Mayorga c’è un museo dove si possono vedere le diverse tipologie locali e i vari metodi di produzione. 

Il tradizionale “Pan de Valladolid” viene preparato a base di grano bianco, ed è noto come “lechugino”.

Le “migas” e un piatto della tradizione pastorale, una sorta di polenta a base di pane, aglio e maiale.

E ovviamente, nella maggior parte delle città di Castilla y León non manca la tradizione del “Vermouth”, cioè uscire per una tapa e un vino, beh, o due o tre!

Che ne dici? Ti andrebbe di andare alla scoperta della tradizione enogastronomica di questa regione? 

Fammi sapere nei commenti! e se hai bisogno di ulteriori informazioni per organizzare il tuo viaggio, non esitare a contattarmi, sono a tua completa disposizione.

Un saluto,

Sonia

 

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